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Matteo Mazzola: uscire dalla comfort zone con il Pauper e crescita personale

Perché scrivere articoli sul Pauper: uscire dalla zona di comfort, ricevere revisioni gratuite, farsi conoscere e migliorare come giocatori.
MM

Matteo Mazzola

Ospite del vecchio blog

05 novembre 2025

11 min di lettura

Matteo Mazzola: uscire dalla comfort zone con il Pauper e crescita personale

Matteo Mazzola ci porta un articolo sul perché voi dovreste scrivere un articolo
~la redazione

Perché dovrei creare contenuti sul Pauper?

Se vuoi iniziare a scrivere qualcosa sul Pauper ma stai cercando disperatamente una motivazione convincente per passare finalmente all'azione, questa mia riflessione potrebbe fare al caso tuo.

Che tu sia un giocatore navigato che però non ha mai scritto nulla se non i punti vita, o che tu sia uno scrittore esperto che ha perso l'abitudine di giocare alle figurine, riflettere per qualche momento sui benefici del creare contenuti per i pauperisti forse ti ispirerà a dare di nuovo priorità alla scrittura, e di seguito ti esporrò le mie personalissime opinioni al riguardo.

Uscire dalla propria zona di comfort

Visto che il formato è molto accessibile sia come prezzi che come disponibilità di carte, fantasticare su mazzi con combo molto ambiziose o su carte particolarmente esotiche è una caratteristica delle menti affini al Pauper, e questo può manifestarsi in forme come:

  • Sperimentare mazzi fuori meta;
  • Provare a costruire delle strategie con carte reputate divertenti;
  • Cercare la carta del sideboard per ribaltare un particolare matchup;
  • Provare a fare più 5-0 possibili online;
  • Battere l'acerrimo nemico di lega con un mazzo che scomba di quarto;

Tutte queste sfide sono sia divertenti che stimolanti, quindi perché non riportarle su un blog o farci un video al riguardo, solo per dimostrare a se stessi di poterlo fare?

Iniziare richiede un atto di grande forza di volontà, ma il risultato è altrettanto gratificante, tanto quanto trovare finalmente la quadra a una lista su cui si ha pensato per ore.

Capire davvero che giocatore sei

Vuoi verificare se capisci davvero il tuo playstyle, i mazzi che ti piacciono o perché giochi delle carte rispetto ad altre? Prova a spiegarlo a qualcun altro; quale miglior modo se non scrivere un articolo può aiutarti a farlo?

Scrivere non è assolutamente una cosa banale, anche in ambito delle figurine: articolare il tuo processo di pensiero in linguaggio naturale è molto sfidante e comporta concentrazione e analisi critica; diciamoci la verità, Magic è un gioco basato sulla fortuna (come tutti i giochi di carte), ma è anche basato sulla strategia, sul calcolo e sulla pianificazione, tutti temi che sono complessi anche solo presi singolarmente.

Il raccontarsi le proprie scelte e il narrare il proprio filo logico su cui si basano in funzione a una particolare situazione è un meccanismo che si è dimostrato utile in diversi ambiti, tra cui quello della programmazione, tanto da aver guadagnato un nome specifico, ovvero rubber duck debugging, che letteralmente vuol dire "parlare con un'anatra di gomma".

Questo procedimento aiuta lo sviluppatore a individuare bachi o logiche sbagliate 'raccontandosi' quello che fa il codice, le motivazioni di determinate scelte e tutte le logiche associate.

Questo approccio può essere prestato anche al mondo delle figurine, ( puoi anche eseguirlo nella vasca da bagno davanti a una paperella come letteralmente vuole la definizione), e perché non metterlo per iscritto e a disposizione della community?

Scrivere un articolo rivela il tuo modo di pensare, il tuo approccio a un particolare match up, le tue inclinazione e tutta una serie di altre cose che non vengono elicitate in maniera esplicita mentre le fai, in quanto rimangono pensieri nella tua testa; questi quindi non vengono mai confrontati con un'altra opinione, e quindi possono anche contenere errori logici oppure possono trascurare situazioni o casi che non avevi considerato.

Anche in fase di deck design, lo scrivere diventa una parte del processo iterativo di costruzione del mazzo o dell'approccio a un particolare match up: descrivere il design e l'implementazione diventa una fase dello sviluppo, seguita dal ritorno sul mazzo per correggere eventuali errori e/o riconsiderare ipotesi errate.

Mettere per iscritto le proprie decisioni inoltre migliora anche la capacità di ricordare le informazioni; se puoi semplicemente reindirizzarti ai tuoi contenuti invece di spiegarti o ricordati le tue scelte progettuali, risparmi tempo e risorse preziose.

Inoltre, se cambi mazzo, potrai sempre ritornare sui tuoi scritti per avere la spiegazione di come hai individuato e risolto determinati grattacapi o match-up ostici.

Revisione gratuita

La revisione del proprio stile di gioco e di come si approccia un metagame è una parte fondamentale della progettazione dei mazzi di successo.

Poche persone hanno la capacità di sviluppare e mantenere da sole un mazzo top tier, perché questo richiede la necessità di testare per ore e ore e la conoscenza di tutto il pool di carte giocabili del formato; più persone esaminano e provano una lista, meglio è.

Un numero ridotto di revisori, come per esempio un testing team di dimensioni ridotte, può introdurre bias, soprattutto se il mazzo è playtestato da persone con mentalità o stili di gioco simili.

Scrivere un articolo pubblico può anche essere visto come una richiesta implicita di aiuto (non sollecitato), ma se c'è una cosa certa è che la community pauper ama individuare possibili errori altrui e schiaffare le proporre le proprie idee come verità assolute.

Anche se i commenti online sono spesso negativi, rimangono comunque preziosi, in quanto, a parte qualche uscita fuori luogo, in essi si trovano spesso suggerimenti autentici su come migliorare.

Nelle community di sviluppo open source, vi è il detto "open source not shared is something not done", ovvero qualcosa che non viene condiviso è come se non fosse stato fatto, sia perché cosi non si da la possibilità agli utenti di saggiare cosa è stato prodotto, sia perché non si da la possibilità di contribuire o commentare agli utenti ciò che si è fatto.

Riconoscimento nelle reti sociali

Scrivere articoli sul Pauper non è una via diretta verso la ricchezza, ma è sicuramente un buon punto di partenza per ottenere riconoscimento e rispetto nella community Pauper.

Pubblicare un articolo porta naturalmente a promuoverlo sui social media, ed è un'ottima occasione per costruire lentamente un pubblico e farsi notare; un buon articolo può farti guadagnare l'etichetta di "quella persona che ha scritto un articolo interessante su XYZ", che può anche sfociare in una lenta crescita del proprio seguito sulla piattaforma.

Anche se i tuoi primi scritti non verranno letti da molti, quel primo gruppo di lettori ti aiuterà ad ampliare la tua portata; più contenuti produrrai e più ti farai portavoce delle tue idee, maggiore sarà il riconoscimento che potrai avere anche sui social: più sarai presente, e più diventerai presto una figura riconosciuta per la qualità dei tuoi contenuti o, più realisticamente, guadagnerai la reputazione di autore di articoli degni di essere letti, aumentando anche le probabilità che un tuo articolo finisca su aggregatori più famosi, come Pauperwave.

Raggiunta una certa visibilità, non è raro che un singolo articolo di successo porti inviti a podcast, streaming, ospitate a tornei o all'entrate nel PFP… o anche solo a messaggi di complimenti, che in ogni caso, sono un'opportunità per collegarsi con una persona che apprezza il tuo lavoro.

Restare aggiornati sulle "tecnologie" più recenti

I lettori si rivolgono ai blog per imparare a conoscere i nuovi mazzi, le carte più forti o il meta che si prospetterà nell'immediato futuro: quando viene rilasciata una nuova espansione, si assiste a un'ondata di articoli che spiegano quali carte o quali strategie verranno giocate o sviluppate, se saranno giocabili, o se porteranno un notevole miglioramento per alcuni mazzi o per alcuni giocatori, o se invece si è rivelerà deludente per il power level delle carte o dopo alcuni test pratici.

Poiché esiste un pubblico ampio e curioso di leggere nuovi contenuti sul Pauper, perché non offrirsi volontariamente per imparare qualcosa di interessante e condividerlo? È un ambiente molto favorevole per un giocatore: restare aggiornati con il meta e le nuove carte produce benefici che si riflettono direttamente sui propri risultati.

Il tenersi aggiornato non solo aiuta nello sviluppo come giocatore, ma anche a mantenere un valore competitivo nel caso in cui si desideri affrontate un torneo; in definitiva, è facile lasciarsi andare alla pigrizia, ma scrivere regolarmente articoli sugli ultimi mazzi provati o sulle nuove carte è un ottimo rimedio.

Anche liste buttate a caso su MoxField durante la pausa pranzo sono utili, in quanto ti aiutano a fantasticare su possibili sinergie o sull'adozione di nuove carte e possono essere di spunto per altri giocatori che possono capire il tuo ragionamento e svilupparlo in maniera autonoma.

Migliorare le proprie competenze

Gli articoli del blog sono un terreno di allenamento ideale per molti tipi di abilità, non solo pauperistiche.

Scrittura

La padronanza della scrittura si acquisisce con la pratica. Più scrivi, meglio riesci a esprimere le idee, strutturare i contenuti e costruire frasi chiare. La pratica costante, insieme ai feedback, contribuisce in modo significativo a migliorare le capacità di scrittura e ti aiuta anche a trovare e perfezionare il tuo stile.

Con ogni articolo che scrivi, il successivo diventa più facile e naturale, come una nuova pagina del tuo diario. Ogni volta che scrivi, prendi e valuti innumerevoli decisioni su ogni parola, frase e revisione, e ogni scelta contribuisce alla costruzione di una base di conoscenza personale che potrai richiamare in modo inconscio la prossima volta che ti sentirai bloccato; inoltre, affrontare le tue difficoltà di scrittura ti prepara a fornire feedback costruttivi sui testi altrui, favorendo una cultura di scrittura sana non solo nel dominio delle figurine, ma anche lavorativo o accademico.

Lingua

Scrivere regolarmente offre l'opportunità di migliorare le competenze linguistiche, ed è anche particolarmente utile per chi vuole imparare una nuova lingua: scrivere ti costringe a riflettere con attenzione sul vocabolario, sia relativo a Magic che non, sulla grammatica e sulla fluidità generale. È un ottimo esercizio, soprattutto nell'era dei correttori automatici e chatGPT, dove la scrittura viene sempre più demandata a terzi invece di essere utilizzata come strumenti di crescita personale.

Come giocatore

Scrivere un articolo sul blog crea una pressione interna di verifica di tutte le informazioni che stai per pubblicare con il tuo nome; ti spinge a fare ricerche sull'argomento, controllare che le strategie che spieghi siano sensate e corrette e confrontare ciò che scrivi con articoli simili trovati online.

Conclusioni

Scrivere un articolo a tema Magic:the Gathering è una cosa che possono fare tutti, dai giocatori più novizi fino ai giocatori più esperti, da chi grinda gli IPT tutti i fine settimana a chi si fa saltuariamente una lega in mutande su MTGO quando è in smart-working.

Ma in fondo, qual è il senso di scrivere qualcosa su un gioco di figurine?

Io penso che quando scrivi qualcosa rappresenti sul foglio una parte molto personale del tuo essere: opinioni, riflessioni, modi di osservare il mondo vengono traslati più o meno fedelmente dal tuo flusso di pensieri al mondo reale, di fatto lasciando il mondo incorporeo del tuo narrato passando nel mondo intrapersonale condiviso.

Alla fine le Magic hanno una trasposizione cosi personale che il mazzo che giochi deve per forza dire qualcosa su di te, perché sennò non mi capacito di come ci sia gente che lista Boros a ogni torneo anche se il mazzo è fuori meta.

Anche solo il fatto di giocare una lista diversa da un'altra può rappresentare un'occasione per descrivere un proprio processo mentale, una preferenza, un'inclinazione a giocare una cosa rispetto a un'altra che , almeno per me, è molto interessante, e rende il metagame più colorato rispetto al grigiume che ci sarebbe se tutte le liste fossero uguali.

Da queste premesse volevo chiudere questo articolo con un appunto finale: ci sono mazzi che oggettivamente sono più forti di altri (es. MonoR con Monastery Swiftspear e Goblin Bushwachker vs MonoR con Lava Spike) e su questo c'è poco da aggiungere.

Il punto non è tanto il mazzo, ma il pilota: ci sono giocatori a cui interessa vincere, altri a cui interessa solo pescare le carte (vi giuro che esistono), e altri che vogliono sempre giocare con almeno un set di Dawnbringer Cleric perché solo in questo modo si sentono protetti dalle mestizie del mondo; questi elencati, anche se per alcuni sembra impossibile, sono tutti modi legittimi di giocare alle figurine

Quindi un mazzo deve per forza essere ottimizzato in funzione della winrate? Un articolo deve per forza coprire un mazzo che ha fatto risultato? Bisogna fare 200 leghe con un archetipo prima di esprimere la proprio opinione? Perchè una persona che si è divertita un sacco a giocare 5 colori tramutanti al Geddon Polignano a Mare non può scrivere un articolo sulla propria esperienza al torneo?

Io questa riflessione l'ho fatta, e forse l'ho potuta fare perché ho avuto il privilegio di vincere qualcosa nella mia carriera pauperistica, e alla fine quello che ho concluso è che alla fine, presi i minimi termini, si sta comunque parlando di figurine, pezzi di carta rettangolari a cui la gente forse tiene più del dovuto.

Bonus: Farsi pagare

Se pensate che il vostro contenuto sia così di valore da volere dei soldi per farlo leggere, ricordatevi alcuni appunti:

  • Nessuno è mai diventato ricco scrivendo di Magic, tantomeno di un formato di nicchia come il Pauper;
  • Se il tuo scritto non ha passato nessuna peer review, probabilmente non è di una qualità molto alta;
  • Se non sei uno scrittore professionista, il tuo scritto probabilmente avrà qualche imperfezione stilistica o nel contenuto;
  • Se sei trophy leader su MTGO, vuol dire che giochi tanto, non vuol dire necessariamente che sei forte;
  • Se hai fatto Top8 a un geddon, magari hai solo sculato (come me!);
  • Contenuti come questo sono gratuiti.

Note

Questo articolo è ispirato dal libro "Why write engineering blogs" di Piotr Sarna e Cynthia Dunlop, edito da Mannings, di cui al link una breve introduzione: https://freecontent.manning.com/why-write-engineering-blogs/

Alcune parti sono state scritte con l'aiuto di ChatGPT.

Le opinioni sono personali e non riflettono necessariamente le idee dell'editore.

Riguardo l'autore

Autore ospite del vecchio blog Pauperwave. Profilo segnaposto, da completare.

MM

Matteo Mazzola

Ospite del vecchio blog

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