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Buongiorno people, come state?
Sono tornato a fare l'avvelenatore di pozzi su Pauperwave; e si sa che quando scrivo per un sito che non mi dà un euro, c'è qualcosa che mi rode nel profondo.
Di solito significa che ho fiutato un malcontento diffuso, e stavolta non credo di essere l'unico tra gli scappati di casa che popolano i tornei delle comuni.
Mi riferisco a una nuova specie di individui: quelli - prima brasiliani, ora sempre più italiani - che, pur senza risultati o credibilità, cercano di vendere sideboard guide dei mazzi Pauper.
Cercherò di spiegare perché questa tendenza è un problema, e perché anche chi le compra probabilmente non ci guadagna nulla.
Siccome creare e vendere contenuti di Magic è parte di ciò che faccio da anni, credo di poter analizzare la questione con un minimo di cognizione di causa (e senza urlare nel microfono come certi youtuber che seguite).
1) I dilemmi etici:
Pauper è un formato community based, e sebbene ci si possa in modi arzigogolati qualificare ai Worlds, la forza del formato rimane ancorata al clima "festoso" e ai prezzi economici delle carte. Capisco che il capitalismo abbia il fiuto di uno squalo ferito - e che il Pauper, da "next big thing", si sia trasformato in un mercato - ma proviamo per una volta a non vedere tutto come un prodotto.
Non dico che la conoscenza debba essere gratuita per principio, ma almeno un briciolo di spirito comunitario sì: se la community ti sostiene, restituiscile qualcosa.
Lo so, parole da vecchio trombone comunista. Ma viviamo in un mondo dove pure le cause più nobili finiscono per venderti la tazza e la maglietta, quindi passo al punto successivo.\
(Il famoso squalo cane, trassa sui punti vita ai tornei di pauper e ti propone la sb guide del suo mazzo)
2) Le sideboard guide non servono a niente (da sole):
Tolte le ovvietà - tipo che contro Mono R Madness togli Snuff Out e metti Weather the Storm - il piano di side dipende da come giochi e da cosa ti aspetti.
La storia di Magic lo insegna: conoscere i piani dell'avversario cambia completamente come affronti il matchup.
Nei mirror, se entrambi fanno le stesse modifiche, può convenire cambiare ritmo: diventare più control, far partire l'altro o inserire mirror breaker.
Questo "pensare al livello due" è estremamente più facile se tutti hanno accesso alla stessa guida, perché una ce n'è. Non a caso i mazzi di chi scrive le guide cambiano quasi sempre dall'ultima stesura al torneo…
Un esempio: gioco BG. Se so che i mazzi blue-based post-side mettono 4 Annul, tolgo qualche roccia: la loro mano diventa più morta e io sviluppo tranquillo.
Queste cose non sempre sono intellegibili da un documento.
Anche la guida più dettagliata del mondo, con 300 matchup, serve a poco se non capisci perché fai certe scelte. Ai tornei sento opinioni completamente opposte sulle stesse carte, e spesso le mie "certezze" vengono ribaltate da chi ha testato più di me.
Insomma: andare a un torneo armati solo di una sb guide è come andare in guerra col fucile ma senza saper sparare - finisce come in Full Metal Jacket.\
3) La credibilità dei personaggi che vendono le guide:
Aldegheri, che ha scritto la guida di BG Glee e la gioca con risultati costanti, è un esempio virtuoso: macina tornei, resta in leaderboard, comunica bene. Questo per me è credibilità.
Una volta siti come Star City Games o Channel Fireball offrivano articoli completi scritti da professionisti, per pochi dollari al mese. Oggi c'è chi ti chiede 10 euro per un file Word con tre sideboard scritte di fretta.
Non serve aver vinto un mondiale per dire la propria, ma un minimo di autorevolezza sì.
Se il tuo "curriculum" è un paio di trofei su MTGO o una top8 a una Challenge o ad un IPT, forse non è il momento di monetizzare.
Se vuoi davvero creare contenuti, costruisciti prima una reputazione: fatti conoscere, crea un legame con la tua audience, poi pensa a capitalizzare.
Vendere guide "una tantum" non porta lontano: appena non hai più nulla di nuovo da dire, sparisci.
Meglio costruire una community e coltivarla nel tempo - richiede pazienza, ma è l'unico modo serio.
Penso a Skura, diventato l'omino delle Fate: ha risultati, comunica bene (in inglese, da polacco, con italiani) e si è fatto il mazzo per anni. Ora la gente lo segue perché si fida, non perché ha messo un prezzo a un file.
E poi, onestamente: quante persone credi che comprino la tua guida di Mono Red Pingers se ti seguono in venti, e metà dei post sono retweet della Juve?
4) Le sòle:
Settimana scorsa ho comprato una sb guide (altro formato, non Pauper): quasi tutta sbagliata, scritta in fretta, probabilmente da qualcuno in cerca di soldi facili.
Non è un caso isolato - ricordate la famigerata guida di Rastaf su Boros Energy? - e dimostra una cosa: senza un controllo o una community di riferimento, chi ti garantisce che non sia una sòla colossale?
Anche a me capita di sbagliare scrivendo una guida, ma ho un gruppo di tester che mi corregge in tempo reale. L'errore umano ci sta; il pressappochismo a scopo di lucro no.
È la peste delle community.
In generale, diffidate di chi non mostra estratti pubblici del proprio lavoro. Se non è disposto a farti leggere una pagina per valutarla, forse sa che non regge il confronto.
E sia chiaro: non ho intenzione di roastare nessuno. Mi piace supportare chi si impegna, anche se è nuovo. Ma non prendiamoci in giro.
Un besinho,
Piegonti
Riguardo l'autore
Autore ospite del vecchio blog Pauperwave. Profilo segnaposto, da completare.
Andrea Piemonti
Ospite del vecchio blog
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